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Jana Černá – Una Quotidiana Rivoluzione Personale

Scritto da:

Benedetta Pisani

Caro, caro, caro e insomma, ecco, dunque, per quel che ne so, ho preso in prestito questa macchina per poter assicurare, scrivendo, la base materiale di sussistenza per i bambini, per noi, insomma per tutti, e adesso invece eccomi qui a scrivere una lettera d’amore – c’è qualcosa da qualche parte che non funziona – o forse al contrario tutto è in perfetto ordine, solo che poi è una situazione di merda in un altro senso, e quindi non c’è scelta.

Inizia così, la Lettera senza tempo di Jana Černá, scritta negli anni ’60, ma pubblicata solo trent’anni dopo nella raccolta di poesie Clarissa e altri testi.

Conosciuta anche come Honza, l’autrice nasce a Praga il 14 agosto 1928, nel pieno degli stravolgimenti economici e politici, della paura alienante e della delusione sociale. Negli anni del terrore e della censura, lei racconta e vive la verità. Scrive di desiderio erotico e innamoramento, di poesia e filosofia, e li mette in pratica. Porta avanti la sua difesa della libertà individuale, che mai, in alcun modo, può prescindere da quella sessuale e sentimentale.

Irriverente e passionale, proprio come sua madre Milena Jesenská (la famosa Milena delle Lettere di Kafka), Honza si libera dalle catene della dittatura attraverso la scrittura, e conduce quotidianamente la sua rivoluzione personale. Una rivoluzione privata, che diventa politica.

All’ordine patriarcale, Jana oppone il caos, invertendo la narrazione della donna moglie, madre e casalinga. Si sposa quattro volte, viene arrestata per negligenza nella cura dei figli, lavora come bigliettaia sul tram per rendersi autonoma, e non abita in nessun luogo.

Jana Černá rompe ogni tabù. La sua vita è un’avventura, selvaggia e affascinante, esattamente come la sua scrittura. Rifiuta la ragionevolezza, in un mondo che la brama. Un mondo irrazionale che spasmodicamente arranca alla ricerca di un senso e di un’imminente utilità per tutto, travolgendo in un vortice di bulimico servilismo anche la poesia e la filosofia. Honza ne difende la natura astratta e irrazionale, che si manifesta nella meraviglia dei sensi e nell’eccitazione che suscitano. Filosofia e poesia non sono al servizio della felicità umana. Possono far male, stravolgere, scuotere l’anima. Come una “orgiastica eccitazione”, sono genuine e fugaci.

Risparmiatemi per carità la ragionevolezza, con la mia vitalità sono in grado di sopportare più di chiunque altro, ma di ragionevolezza potrei morire entro una settimana della morte più triste che esista, la ragionevolezza liquida dentro di me tutto ciò che in me abbia un senso, la ragionevolezza mi priva della potenza, di qualsiasi potenza, da quella erotica a quella intellettuale.

Vita, poesia e filosofia di Jana Černá generano un ciclo virtuoso di lotta nonviolenta contro la tradizione patriarcale e maschilista. Contro una narrazione tossica che resiste alle rivoluzioni politiche, sociali e culturali, e si diffonde a macchia d’olio, generazione dopo generazione.

Attraverso versi e prosa, Jana Černá dissolve i labili confini tra erotismo e esistenzialismo. Restituisce al sesso purezza e desiderio, e ritrova nell’innamoramento la sua forza passionale e filosofica.

Honza avrebbe detestato una biografia culturale così breve e semplicistica. Per lei le parole hanno un valore eterno e sintetizzare le sue sarebbe avventato…

Se mi dici ancora una volta di scriverti cinque o sei righe, Ti spacco la faccia senza emozioni sessuali di mezzo, amore mio, spero che dopo questa lettera la cosa Ti sia chiara.

Vi invitiamo a leggere la sua Lettera completa, qui… Mettetevi comod* e lasciate spazio all’immaginazione.

Opere dell’autrice tradotte in italiano:

  • Lettera a Milena
  • In culo oggi no (l’originale “Clarissa e altri testi”)
  • Vita di Milena

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